martedì, 18 novembre 2008
[ CIAO VITO ]
A te che ci hai lasciato tutti spiazzati;
A Noi che dopo un mese da un precedente dolore, appena passato mai cicatrizzato, torniamo a soffrire, torniamo a piangere, torniamo a chiederci il perché di tanto male;
A Noi che è proprio un periodo dove una non ne va giusta. Ne finisce una, tentiamo di rialzarci e continuiamo a prendere mazzate nel cozzo;
A te che il Signore ti aveva graziato, ti aveva ridato la vita, ti aveva fatto rinascere;
A te che dicevi di ringraziare il Signore per averti ritornato la Vita;
A te che oggi sul tuo libro hai scritto un’ultima cosa: un punto;
A NOI che neanche sei mesi fa eravamo tutti in apprensione per quel tuo brutto incidente;
A te così irruento, così impulsivo, così stupido ma con un cuore veramente grande;
A te che la tua ultima cazzata l’hai combinata;
A te che di cazzate nella vita non ne farai più;
A te che domani non vedrai sorgere il sole, che non godrai più di questo meraviglioso mondo;
A te che un domani non ce l’hai più perché hai deciso che l’ultimo giorno fosse oggi;
A te che con quella lettera hai forse pensato di ghignare la morte e forse qualcun altro;
A te che non vogliamo le tue cose, ci bastava la tua presenza;
A te che chissà cosa hai pensato in quell’attimo di follia;
A te che hai sacrificato il più grande dono che il Signore ci fa;
A te che il Signore quel dono l’ha fatto due volte;
Alla tua famiglia che mai nessuno potrà capire ciò che sta soffrendo;
A tuo fratello a cui le parole di conforto non ti restituiranno;
A tuo padre che ha dimostrato un contegno unico;
A tua madre;
Ad Alessandra che vedeva un futuro con te;
A loro a cui era stato regalato di nuovo il sogno di averti tra loro;
A loro a cui tu, arbitrariamente, hai deciso di togliere quel dono;
A NOI, si anche a noi, a cui tu hai tolto lo stesso dono;
A te che mi hai fatto felicissimo quando sei venuto a parlarmi, a chiarire;
A te che parlavi di voler essere un esempio per i più piccoli, che volevi assumerti questa responsabilità;
A te che dopo tante traversie avevi deciso di riavvicinarti;
A NOI che eravamo stati felicissimi di riabbracciarti;
A te che ti ubriacavi, che scherzavi sempre, che facevi un po’ il pirla, ma che sapevi cosa fosse il bene;
A quel momento maledetto che non doveva venire;
A quel pensiero maledetto che non ti doveva sfiorare;
A quella corda che poteva spezzarsi;
A NOI che se ti beccheremo nell’aldilà te le daremo con il legno;
A te, per questo tuo gesto, così inconcepibile;
A te che, dovunque tu adesso sia, devi vedere cosa hai fatto, quanto dolore hai portato;
A te a cui non ho mai espresso il bene che ti volevo;
A tutti quelli che stanno soffrendo per la tua superficialità;
A Colombia che sta soffrendo da solo;
A NOI che oggi eravamo tutti insieme petto contro petto, lacrima su lacrima perché tu hai deciso che così dovesse andare;
A te per cui mi sento di scrivere queste frasi;
Alla tua anima che dopo che avrà espiato possa vedere la luce del Signore;
A te, volgo un ultimo pensiero: PRESENTE!

Dev'essere cos' il Paradiso. Il candore della neve e il calore delle fiamme.